Nuove regole per il commercio in friuli venezia giulia
Sabato, 8 Novembre 2008 di Confcommercio TriesteIl Consiglio Regionale ha approvato il 30 ottobre le modifiche alla legge regionale sul commercio. In tutto il territorio regionale potranno aprire sempre, senza alcun limite tra giornate festive e non, tutti i negozi fino a 400 mq, nonchè tutti i negozi che sono all’interno dei centri storici (anche quelli oltre i 400 mq e tutti quelli dentro i centri commerciali). Totalmente liberi anche tutti i negozi di Grado e Lignano. I restanti negozi, nei centri commerciali e/o superiori ai 400 mq, potranno restare aperti in 30 festività, scelte dal singolo negoziante. Per i saldi, o vendite di fine stagione, in inverno si parte il 1°gennaio (che è una festività…), mentre per la stagione estiva si partirà il 15 giugno, quando l’estate, calendario alla mano, non sarà ancora iniziata. Attendiamo di leggere il testo definitivo, che non è stato ancora pubblicato.


12 Novembre 2008 alle 15:55
Nell’ultimo direttivo dei Giovani Imprenditori si è discusso dell’opportunità della nuova legge con particolare riferimento ai periodi dei saldi. E’ opinione condivisa che anticipare brutalmente le date dei saldi a periodi che non sono di fine stagione (il 15 giugno, ad esempio, l’estate non è ancora cominciata) contribuisca solamente allo sviluppo di comportamenti che non agevoleranno il consumatore finale.
Per consentire ad un’azienda di vivere, pagare stipendi e trarne possibilmente un piccolo margine, il fatturato annuo deve corrispondere ad un importo. Imporre ad un negoziante di ridurre il prezzo di un prodotto in un periodo dell’anno che consentirebbe vendite a prezzo pieno significa incidere sul suo margine di profitto. Le soluzioni per lui sono solamente due: tenere prezzi molto alti tutto il resto dell’anno per compensare il mancato guadagno o licenziare qualcuno riducendo le spese fisse.
Questo corrisponde naturalmente solo ad uno dei punti di vista possibili, ma pur non essendo un difensore del concetto che “era meglio quando si stava peggio” credo che un maggior ascolto alle categorie economiche da parte dell’amministrazione regionale avrebbe consentito un ragionamento più corretto nell definizione di alcuni termini.
Mi auguro che in futuro possa esserci maggiore attenzione a chi sviluppa lavoro e benessere e che, in particolare nei momenti di crisi come quello attuale, continua ogni giorno a lavorare per mantenere una struttura fatta di dipendenti a cui fanno capo famiglie e che rappresentano il futuro di Trieste.
Confcommercio Trieste risponde:
Su questo tema, in particolare, abbiamo ricevuto decine di segnalazioni telefoniche da parte degli associati, e tutte esprimevano l’opinione che Tu hai riportato. Sulla carenza di ascolto delle imprese non si può non essere d’accordo con Te.