Parco del Mare, senza “se” e senza “ma”
Lunedì, 22 Dicembre 2008 di Confcommercio TriesteSul Piccolo, nei giorni più recenti, abbiamo trovato le ultime puntate di quella che non temiamo di definire la”saga del Parco del Mare”. Da una brillante idea iniziale, fortemente voluta e sostenuta dal presidente camerale Paoletti, abbiamo visto svilupparsi un progetto che ha preso forma, concretizzandosi in una splendida proposta di costruire in pieno centrocittà, quindi in una posizione strategica, una grande struttura, di rilevanza internazionale, che coniuga divertimento, scienza, attrattive turistiche ed altro, con un impatto gradevole sulla zona.E fino a qui è una storia, che tutti abbiamo potuto seguire. A questo punto, come in ogni saga, le cose iniziano a complicarsi, in tipico stile triestino, ahinoi. Il progetto, condiviso a più riprese e pubblicamente da tutte le partiinteressate, comune, provincia, regione, demanio, fondazione, ecc., ha cominciato a trovare, solo a luglio 2008 dopo oltre 3 anni di lavoro progettuale, prima alcune velate critiche, poi meno velati detrattori, ed infine pareva essere brutalmente stroncato da alcuni importanti esponenti della maggioranza politica cittadina e regionale, con grande meraviglia del pubblico, ignaro dei giochi politici che si celano dietro a queste decisioni. Attenzione però, perché si gioca sul nostro futuro, come troppo spesso, purtroppo, è successo in passato. Perché demolire sistematicamente i progetti di sviluppo, giusti o sbagliati che siano, ed in questo caso, si ripete, si tratta di un progetto ampiamente e pubblicamente condiviso, è un’attività molto diffusa, anche a Trieste. Così i progetti rimangono sulla carta, le necessità della Città sono accantonate, le aspettative della popolazione disattese. La causa sta nel sistema politico, che trita e distrugge ogni iniziativa che può darci un futuro migliore. Ma, almeno una volta, coloro che possono determinare il futuro della Città dimentichino il sistema in cui sono imprigionati ed applichino i criteri del buon senso e della ragione alle loro decisioni. Il “Parco del Mare” è un’iniziativa che pone Trieste davanti ad una sfida su una grande opera, un grande attrattore turistico e culturale, un grande investimento per riportare Trieste al centro dell’attenzione nazionale ed internazionale sull’elemento che più caratterizza la Città, il mare. La notizia di un rinnovato consenso del Comune, della Provincia, della Regione e della Fondazione per realizzare il “Parco del Mare” nella vecchia Pescheria, nell’ex Magazzino Vini e nell’area dell’ex Piscina Bianchi è certamente un segnale positivo, e sembra andare nel senso auspicato di una politica finalmente attenta al futuro della Città. E soprattutto può essere una soluzione positiva se accelererà i tempi della realizzazione. Il passato, recente e lontano, impone però alcune serie condizioni. La prima condizione è che si valuti subito la reale fattibilità in questa nuova area, e che si faccia fare questa valutazione a chi ha realizzato in altre parti del mondo simili iniziative, perché, con il dovuto rispetto, si dubita che i nostri politici abbiano mai fatto qualcosa di simile. Paoletti ha fatto realizzare studi e progetti da professionisti di fama internazionale, basterebbe utilizzare quelli. Ed a proposito dell’attività della Camera di Commercio, siamo fieri di aver contribuito, insieme a tutte le altre imprese iscritte nel registro camerale, ad un progetto per il futuro della Città, e siamo pronti a farlo anche in futuro. La seconda condizione è che il “Parco del Mare”, come idea centrale del futuro della Città, ha un senso solo se mantiene le caratteristiche delineate dai progetti che ha fatto realizzare la Camera di Commercio, per dimensioni, qualità, spazi accessori e portata internazionale. Ridimensionare queste caratteristiche equivarrebbe a svuotare totalmente di senso l’iniziativa. La classe dirigente di questa Città, di questa Provincia e di questa Regione è chiamata a dimostrare di avere a cuore il futuro delle nostre imprese e dei nostri figli. Solo se lo dimostreranno concretamente potranno sperare di avere nuovamente la nostra fiducia.
I Consiglieri dell’Associazione Commercianti al Dettaglio


23 Febbraio 2009 alle 14:50
Dopo aver creato un lungomare meraviglioso, valorizzato la ex pescheria e dato risalto ai palazzi d’epoca sulle rive, rimodernato la meravigliosa Pzza Venezia, con la statua di Massimiliano, ORA SI VUOLE FARE IL Parco del Mare in una posizione sbagliata. e rovinare tutto quello chè è di bello. SONO CONTRARIA al Parco del MAre che comprenda l’ex MAgazzino Vini, ex Pescheria, ex PIscina.
Anche le Società NAutiche verrebbero nascoste, e l’nteresse turistico ne verrebbe a cadere. Non dimentichiamo la Barcolana.
IL PARCO DEL MARE SI, MA NELL’AREA DEL BAGNO FERROVIARIO, che è in completo degrado , nel mentre potrebbe diventare il biglietto di visita di TRieste per i turisti prima di entrare in centro città. IN alternativa nell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo.
11 Giugno 2009 alle 10:12
Da un libro di Massimo Gobessi:
Nel giro di pochi mesi è scomparso un tassello della storia della nostra città. La piscina coperta intitolata al grande capitano della Nazionale Azzurra di nuoto Bruno Bianchi, perito nel disastro aereo di Brema il 28 gennaio 1966, Un impianto sportivo razionale e all’avanguardia per l’epoca, il 1954, che mutò i lineamenti alla parte terminale delle Rive, quasi uno spartiacque fra le Rive stesse e la Sacchetta. Oggi, lo sguardo si è riappropriato del mare e degli alberi delle barche a vela che si fondono, in lontananza, con il castello di Miramare ed il ciglione carsico
E PURTROPPO IL MUSEO DEL MARE TORNERÀ A COPRIRE LA VISTA…!
E MI PARE ANCHE BRUTTO, SOLITE MEGALOMANIE DI MOLTI TRIESTINI
E CHI CI RIFONDERÀ DELLA BRUTTURA DI PIAZZA GOLDONI?