La Regione ascolti le Imprese

Lunedì, 26 Ottobre 2009 di Confcommercio Trieste

Il Presidente di Confcommercio FVG Pavan richiama la politica regionale

La Regione ascolti le ImpresePoco confronto con le imprese, al punto che varie decisioni vengono calate dall’alto. Una burocrazia che rallenta la fase di erogazione di risorse già ridotte. Una politica distante dalle esigenze delle imprese. La denuncia è di Giuseppe Pavan, presidente regionale di Confcommercio, critico nei confronto di un’amministrazione regionale “carente su vari fronti nel rapporto con le categorie che rappresentiamo”.
“La modifica alla legge sulle aperture festive, nonostante la proposta di Confcommercio non sia stata accolta – ricorda Pavan –, era stata ritenuta una buona mediazione, pur con le legittime insoddisfazioni di Trieste e in parte di Gorizia”. Poi però sono seguiti ricorsi, confusione e una sostanziale disparità di trattamento, “con l’outlet di Palmanova che continua a essere l’unico centro commerciale che può aprire sempre”.
E ancora, prosegue Pavan, “il settore alberghiero si è visto cambiare le regole sui requisiti per il mantenimento della classificazione senza essere stato interpellato. Tutto questo mentre pure Turismo FVG “mette in atto politiche e iniziative senza alcun confronto con le imprese con il risultato di un turismo che soffre per lo scarso coordinamento e produce numeri altalenanti”.
In un periodo di crisi, la questione fondi è ovviamente al primo punto dell’agenda. I finanziamenti a commercio, turismo e servizi sono stati ridotti e, causa procedure burocratiche farraginose, gli
stanziamenti risultano spesso tardivi. In Confcommercio, rileva il presidente regionale, “è tuttavia sempre prevalso il senso di responsabilità in attesa di verificare i risultati di questi interventi.
Dispiace quindi sentire il vicepresidente della Regione Luca Ciriani parlare di probabili tagli “ai trasferimenti alle Ascom”, ritenuti “non strategici”, e alle “spese di gestione”. Quali trasferimenti alle Ascom? – si chiede Pavan –. Quali spese di gestione? Le nostre associazioni non ricevono alcun trasferimento dalla Regione né alcun rimborso per le spese di gestione. La Confcommercio si regge esclusivamente sui liberi contributi delle imprese associate, oltre 14mila in Friuli Venezia Giulia”.
Ciriani si riferisce forse ai Cat, i Centri di Assistenza Tecnica ai quali la legge regionale affida alcune funzioni di assistenza e formazione, tra le quali la gestione dell’unico contributo a fondo perduto per le imprese del Terziario? I sette Cat che operano in Regione, precisa ancora Pavan, “riceveranno nel 2009 (siamo a fine ottobre e ancora non se ne parla di ricevere i soldi) 320mila euro, meno di 50mila euro ciascuno, una quota minima per svolgere una mole enorme di attività di assistenza alle imprese a titolo gratuito su norme, contributi e finanziamenti, oltre a un’intensa attività formativa.
Per non parlare della gestione del contributo a fondo perduto (deriva dall’art. 100 della legge sul commercio), che i Cat gestiscono in modo snello e che riesce a dare ogni anno un sostegno concreto a oltre 400 imprese.
“Nel 2009 questo contributo ammonterà a 1,5 milioni di euro, soldi che le imprese stanno ancora aspettando, perché, tanto per cambiare, i fondi non sono arrivati”. Confcommercio, conclude Pavan, “è quotidianamente a fianco delle imprese, le ascolta e traduce le loro esigenze in proposte per le amministrazioni pubbliche, inclusa quella regionale. Da queste proposte, per esempio, sono nati proprio i Cat e i contributi a fondo perduto per le imprese, fiore all’occhiello nel supporto alle pmi del terziario. Da queste proposte è nata la norma, e i relativi contributi, all’innovazione delle imprese, altro merito della Regione. E sempre dalle proposte di Confcommercio è nata l’estensione alle imprese del terziario, per la prima volta in Italia a partire dal 2008, della cassa integrazione e della mobilità in deroga. Quando la Regione ha ascoltato le imprese e le associazioni di categoria i risultati sono sempre stati buoni.
L’amministrazione regionale s’impegni a continuare a produrre buoni risultati, ma con le imprese e con le associazioni di categoria, non con politiche economiche che con le imprese non hanno nulla a che vedere”.

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