Saldi, l’ennesima prova del pressappochismo con il quale si affrontano le questioni che riguardano il commercio
Giovedì, 7 Gennaio 2010 di Confcommercio TriesteÈ la dura analisi che viene dai vertici della categoria. “I saldi sono vendite di fine stagione, e sono iniziati il 3 gennaio, con la stagione invernale iniziata da poche settimane. Non dimentichiamo che fino a fine novembre le temperature erano più simili alla primavera che all’inverno”, questo l’esordio di Antonio Paoletti, Presidente della Confcommercio provinciale di Trieste. Per Paoletti si tratta dell’usuale pressappochismo che contraddistingue il dibattito e gli interventi normativi sul commercio. “Forti della quotidiana esperienza di consumatori tutti si ritengono capaci di analizzare il settore e di stabilire norme che incidono fortemente sul nostro conto economico. In realtà generano spesso confusione, disagio e perdite per i commercianti. Un caso emblematico è proprio la confusione indistinta che si fa tra liquidazioni, vendite promozionali e saldi di fine stagione. Le liquidazioni riguardano le chiusure o le ristrutturazioni dei negozi, le vendite promozionali alcuni specifici prodotti per periodi limitati ed i saldi le vendite di fine stagione”. Per Franco Rigutti, Vice Presidente Vicario della Confcommercio provinciale, salvo scelte commerciali dei singoli negozianti, “che senso ha, commercialmente, scontare prodotti che solo un mese prima sono stati acquistati dai commercianti a prezzo pieno? Le nostre attività hanno un conto economico da rispettare. Per garantire il servizio al cliente dobbiamo sostenere, oltre al costo del prodotto, i costi relativi al personale, al punto vendita, i costi accessori (che crescono molto più dei ricavi), le tasse e le imposte. E dovremmo anche ripagare i nostri investimenti ed il nostro lavoro imprenditoriale con un margine, che negli ultimi anni abbiamo tenuto sempre più basso per venire incontro alle esigenze della clientela”. Per Confcommercio manca anche il rispetto per chi lavora nel settore, dipendenti ed imprenditori, che nel settore sono quasi sempre impegnati in prima persona nell’attività di vendita. Per Donatella Duiz, Presidente dell’Associazione Commercianti al Dettaglio della Confcommercio provinciale, “dopo quasi 40 giorni di aperture ininterrotte, 7 giorni su 7, concedere una pausa di riposo sarebbe stato doveroso, specie per i negozi più piccoli e con meno personale. Invece siamo rimasti aperti fino al 31 sera, e per garantire la corretta prezzatura dei prodotti in saldo per il 3 gennaio, abbiamo dovuto lavorare anche i giorni 1 e 2 di gennaio. E a Trieste abbiamo avuto il privilegio di un ottimo accordo con il Comune, che ci ha permesso un minimo di respiro”. Ed in conclusione la proposta della Confcommercio, espressa da Paoletti “è di rispettare, con una normativa adeguata le finalità delle 3 differenti tipologie di vendita straordinaria, con il mantenimento della liberalizzazione dei periodi per liquidazioni e promozioni, mentre per i saldi di fine stagione servirebbero date uniche a livello nazionale, coincidenti con i veri periodi di fine stagione, quindi febbraio per la stagione invernale ed agosto per quella estiva”.
Infine, per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio Trieste ricorda alcuni principi di base:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 128 e ss. del Codice del Consumo d.lgs. 6 settembre 2005 n. 206). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.
4. Prodotti in vendita: In base all’art. 34 della legge regionale sul commercio del Friuli Venezia Giulia (LR 29 del 2005) le vendite di fine stagione, denominate anche saldi, riguardano i prodotti di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento, qualora non vengano venduti entro un certo periodo di tempo. Le vendite di fine stagione possono essere effettuate per periodi di tempo limitato determinati a facoltà dell’esercente, ricompresi entro le seguenti date:
a) vendite di fine stagione invernali: dal 3 gennaio al 31 marzo;
b) vendite di fine stagione estive: dal primo sabato di luglio al 30 settembre.
La presentazione al pubblico della vendita di fine stagione deve esplicitamente contenere l’indicazione della natura di detta vendita, la data di inizio e la sua durata.
In base alle disposizioni regionali non esiste un espresso divieto di porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo: È obbligatorio esporre il prezzo praticato ordinariamente, lo sconto o ribasso espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che si intende praticare nel corso della vendita di fine stagione e il prezzo finale.
6. Prezzatura della merce in saldo: Si ricorda infine che, ai sensi del protocollo d’intesa stipulato, con atto prot. 66/699 dd. 25/06/2003, tra l’Associazione Commercianti al Dettaglio-Confcommercio Trieste ed il Comune di Trieste, tuttora valido, nel territorio del Comune di Trieste è possibile procedere alla prezzatura della merce in “saldo” nelle 48 ore antecedenti la data di inizio dei saldi purché venga esposto un cartello ben visibile con la dicitura “I SALDI INIZIANO IL……… CON I PREZZI ESPOSTI”.


8 Gennaio 2010 alle 11:21
Finalmente un signor articolo!
Ritorniamo al commercio regolamentato,a tutela anche dei consumatori!
Ricordiamo che liberalizzare non significa deregolamentare,che è ciò che è successo e sta succdendo.
Grazie
Confcommercio Trieste risponde: Grazie del commento Monica, al quale aggiungiamo una piccola chiosa, che vale anche per gli altri commenti, che ci trovano totalmente d’accordo: alimentiamo sempre più questo blog come luogo virtuale di discussione sulle questioni che stanno più a cuore agli imprenditori del terziario, proponendo argomenti di discussione, articoli, e soprattutto segnalando a tutti i colleghi l’esistenza di questo blog, al quale possono dare il loro contributo. Obiettivo, con la forza delle idee e del numero (di imprenditori) farci sempre più valere verso chi decide sulla nostra pelle.
8 Gennaio 2010 alle 14:19
In particolare direi che chi decide di legiferare in materia non può continuare ad ignorare le esigenze della categoria ed improvvisarsi esperto, inevitabilmente si creano situazioni di difficile gestione che penalizzano in particolare i piccoli imprenditori del commercio. La Regione deve concordare la normativa con chi il commercio lo fa, starsene dietro la scrivania o ascoltare sole poche voci di parte scontenta i più e non ritenga sia accettabile.
La normativa andrebbe rivista eliminando il paradosso dei saldi di fine stagione in piena stagione, alla fine i negozi sono costretti a vendere per quasi tutto l’anno perdendo buona parte dei profitti che consentono di reinvestire nella propria attività e mantenere i livelli di occupazione. Se in nome del voto si può penalizzare proprio chi da lavoro si penalizzano i lavoratori che si ritroveranno, purtroppo, a casa.
Confcommercio Trieste risponde: l’unica via è protestare, con argomenti e costruttività, ma protestare, perchè se no, in nome di una presunta tutela del consumatore si distrugge il piccolo commercio di vicinato, ed a quel punto il consumatore semplicemente non avrà alcuna scelta, e quando non si ha scelta, per legge di mercato, di norma si paga un prezzo più alto
8 Gennaio 2010 alle 15:27
Non si può che essere d’accordo con il contenuto di qs articolo.
C’è da sperare che i ns rappresentanti dopo queste sacrosanti enunciazioni in linea di principio, si attivino presso il legislatore regionale per cambiare la situazione.
Sarebbe inoltre auspicabile un indicazione su un comportamento omogeneo da tenere in occasione di festività come il 6 gennaio.
Lo spettacolo di un centro cittadino con negozi in parte aperti ed in parte chiusi non fa bene a nessuno. Ha detto perfettamente Monica Wallner: se il risultato della liberalizzazione è una totale mancanza di regole,in ultima analisi dannosa x tutti,forse qualcosa andrebbe rivisto….
Confcommercio Trieste risponde: a nostro avviso molte cose andrebbero riviste (una per tutte, ad esempio, sei d’accordo sul fatto che sia stato eliminato il vincolo temporale dei 40 giorni, prima e dopo, tra il periodo dei saldi e la possibilità di effettuare promozioni?). I tuoi rappresentanti rappresentano quotidianamente te e la gran parte dei commercianti, e degli imprenditori del terziario in genere, della provincia di Trieste, ma hanno bisogno di conoscere la tua opinione e quella degli altri colleghi, e stai certo che la rappresenteranno al meglio, come hanno sempre cercato di fare. Hanno bisogno del tuo supporto.
9 Gennaio 2010 alle 13:06
Anch’io sono pienamente d’accordo con la signora Wallner.
I saldi di fine stagione andrebbero fatti a fine stagione. Il 3 gennaio la stagione è appena iniziata. Noi comperiamo a costo intero. Il tutto poi si ripete a luglio quando la stagione estiva inizia e noi comperiamo a costo intero.
Per quando riguarda la regolarizzazione degli orari sono convinta che per promuovere la nostra città si dovrebbe avere un orario uguale per tutti.
Aprire ogni giorno per un piccolo negozio non è fattibile. Anche noi abbiamo una famiglia. Grazie
Confcommercio Trieste risponde: cara Rosalba, su quanto da te espresso ti invitiamo a leggere il post “la dignità dei commercianti” su questo stesso blog, perchè sembra ci sia perfetta sintonia.