Come cavalcare il successo del commercio elettronico?

Lunedì, 22 Marzo 2010 di Michele Grisafi

Nonostante la diffusa crisi del commercio tradizionale, secondo una recente ricerca europea le vendite in Internet sono salite del 22% nel 2009 (l’abbigliamento ha visto salire i suoi incassi online addirittura del 42%) e quest’anno dovrebbero crescere di un altro 20%. L’Italia, in uno dei settori dell’economia che segna la più forte crescita in Europa, è però in netto ritardo. Secondo quanto emerge dalla ricerca, in Italia viene soprattutto riscontrata una certa diffidenza dei consumatori verso gli acquisti via internet in quanto non verrebbe percepita l’esistenza di sufficienti garanzie legali.
In verità, il mondo di internet non è affatto un mondo senza regole: questo è un luogo comune che oggi non ha più senso, in particolar modo nell’ambito del commercio elettronico nel quale, prima il legislatore europeo, e poi quello italiano, sono più volte intervenuti con la primaria finalità di porre le regole per garantire un suo sviluppo sempre più diffuso.
La responsabilità della diffidenza dei clienti su internet, quindi, non dipende affatto dall’assenza di regole certe, ma dalla frequente illegalità dei siti di commercio elettronico. Secondo uno studio della Commissione europea per la Protezione dei Consumatori, condotto su 369 siti e-commerce in 28 paesi europei (fonte Reuters 2009/9/9), la metà dei siti e-commerce inducono in errore i consumatori, ad esempio non fornendo sufficienti informazioni sui costi di consegna e sul diritto di recesso. Inoltre, ben due siti di e-commerce su tre non forniscono un adeguato canale di ricontatto da parte del cliente, ostacolando di fatto le comunicazioni del consumatore in caso di problemi sui prodotti acquistati.
Una delle principali regole per aver successo nel mercato dell’e-commerce è dunque quella di superare le diffidenze del consumatore strutturando un sito di e-commerce che assicuri il rispetto di tutte le normative attualmente vigenti. E’ quindi fondamentale seguire innanzitutto le prescrizioni di cui al d.lgs 70/2003 (Servizi della Società dell’Informazione), quelle di cui al dlgs 206/2005 (Codice del Consumo), nonché quelle in tema di Privacy (d.lgs 196/03). A mero titolo d’esempio, quindi, un sito di e-commerce ben strutturato deve fornire precise informazioni in ordine alle modalità e alle esclusioni del diritto di recesso, ai metodi di pagamento e di spedizione della merce, agli indirizzi di contatto, alle regole adottate a tutela della privacy del cliente.

Avv. Michele Grisafi ( www.studiogrisafi.com )

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