Il Sistri (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti)

Mercoledì, 18 Gennaio 2012 di Massimo Martellossi

Negli ultimi due anni sempre di più si è sentito parlare “drammaticamente” del SITRI e più in generale della gestione dei rifiuti e della relativa raccolta differenziata.

Di sicuro la difficoltà è stata forse dovuta alla generale ritrosia nell’uso di strumenti informatici oltre alla non sempre facile accettazione del cambiamento. Problematica almeno quest’ultima che terrà viva la discussione anche sulla gestione della raccolta differenziata.

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.

Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità.

La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo.

È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.

Nell’ottica di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, viene pienamente ricondotto nel SISTRI il trasporto intermodale e posta particolare enfasi alla fase finale di smaltimento dei rifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche.

Il SISTRI costituisce, quindi, strumento ottimale di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali.

Con il SISTRI lo Stato intende dare, inoltre, un segnale forte di cambiamento nel modo di gestire il sistema informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali. Da un sistema cartaceo - imperniato sui tre documenti costituiti dal Formulario di identificazione dei rifiuti, Registro di carico e scarico, Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) - si passa a soluzioni tecnologiche avanzate in grado, da un lato, di semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e, dall’altro, di gestire in modo innovativo e più efficiente, e in tempo reale, un processo complesso e variegato che comprende tutta la filiera dei rifiuti, con garanzie di maggiore trasparenza e conoscenza.

L’iniziativa si inserisce così anche nell’ambito dell’azione di politica economica che da tempo lo Stato e le Regioni stanno portando avanti nel campo della semplificazione normativa, dell’efficientamento della Pubblica Amministrazione e della riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle imprese.

I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione. Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole.

Durante la fase di dibattimento e discussione della manovra, abbiamo poi assistito nel breve lasso di tempo di una quindicina di giorni all’abrogazione del SISTRI e successivamente una repentina marcia indietro con nuove disposizioni che prevedono una verifica tecnica delle componenti software e hardware ai fini dell’eventuale implementazione di tecnologie di utilizzo più semplice rispetto a quelle previste attualmente. La verifica e la messa a punto dovrebbe concludersi entro il 15 dicembre 2011. Il termine ultimo invece di entrata dell’operatività del Sistri dovrebbe essere il 09 febbraio 2012.

L’importante a questo punto è decidere spostandoci dal concetto tipicamente giuliano ma sempre più spesso italico del “no se pol”. Basta quindi con le proroghe che semplicemente spostano il problema senza invece risolverlo. Ben venga invece da parte degli organi competenti la valutazione e la semplificazione necessaria prima di rendere  operativo il sistema e comunque dopo la certezza che tutto funzioni correttamente (dispositivo USB, black box per i trasportatori e apparati di sorveglianza per gli impianti di discarica e per gli impianti di incenerimento dei rifiuti).

 

Massimo Martellossi

 

Bibliografia e riferimenti

www.sistri.it

D.Lgs 152-2006

regolamento  per la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e la pulizia del territorio del comune di Trieste

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